mercoledì 23 giugno 2010

La citazione

"Un romanzo non è un'allegoria" dissi verso la fine della lezione. "E' l'esperienza sensoriale di un altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete il respiro insieme ai personaggi, se non vi lasciate coinvolgere nel loro destino, non arriverete mai a identificarvi con loro, non arriverete mai al cuore del libro. E' così che si legge un romanzo: come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei polmoni. Dunque, cominciate a respirare."
Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran

martedì 1 giugno 2010

Sfogliando...



La sera della partita inter-nonmiricordo invece, ho letto "Il caso del lituano" della scrittrice spagnola Giménez-Bartlett: tre racconti (che di solito non amo ma sono la formula ideale se non sai quando finiranno i festeggiamenti per la coppa...) che vedono una sagace ispettrice risolvere piccoli casi di malavitosa quotidianità battibeccando - come nella miglior tradizione - con la sua spalla. Un'ideale lettura estiva. Soprattutto in vista dei mondiali.

giovedì 6 maggio 2010

INNO - ATTO SECONDO

Correndo sotto i piloni della sopraelevata si sentiva un po’ Al Capone: quante volte aveva visto vecchi film di gangster che si inseguivano mitra al braccio? Anche lui stava scappando, ma da se stesso. Per la prima volta, aveva perso il senso. Era successo pian piano, scendendo sui ciottoli diversi a ogni passo: terrosi in collina, dove aveva scelto di vivere per aprire ogni giorno gli occhi su quel mare infinito, sporchi nei vicoli, con quel mix di pesce e curry nell’aria, lisci e tondi sulla riva cittadina. Poi il lavoro, il divorzio, il lavoro. Il divorzio. Correndo, era arrivato al molo: con un traghetto, sarebbe potuto fuggire lontano. Fu allora che il fiatone si trasformò in un profondo sospiro in grado, oltre che di dargli ossigeno, di sentire. La solita, maledetta, aria. Da cui non poteva neanche pensare di riuscire a staccarsi. La solita, magnifica, Genova. Il suo solo senso.

se lo volete votare...campercitytelling.com

giovedì 22 aprile 2010

Screen/ing

"Io sono l'amore": non vi sto a spiegare come sono finita a vedere questo film, ma il risultato è che mi è piaciuto. Molto. La storia di una passione glaciale, girata senza sbavature e con una fotografia stimolante. Guardatelo! A partire dal trailer.

mercoledì 3 marzo 2010

Cose che sto facendo 2

Ho... quasi finito..? il mio primo libro! Continuo a correggere, ricorreggere e correggere ancora... ma una prima bozza pseudo-definitiva c'è. Sono passata a scrivere il progetto... e poi cercherò un editore... tenete le dita incrociate!

Nel frattempo, è uscita la mia recensione al libro di Sergio Algozzino dedicato a Faber su http://www.lettureliguri.it/, il sito della mia amica Maria Cecilia Averame, altrimenti nota come l'autrice di "101 cose da fare a Genova almeno una volta nella vita": buona lettura!

martedì 23 febbraio 2010

Sfogliando… Piccoli crimini coniugali, di EE Schmitt

È uno dei miei libri preferiti, l’unico che regalo sempre sapendo di non sbagliare: un commedriamma sulla coppia, un mix perfettamente calibrato di irriverente cinismo, battute salaci e irresistibili drammi. Ci sono un Lui e un Lei che rincasano dopo la quindicinale convalescenza di lui, che, dopo un incidente domestico, ha completamente perso la memoria. L’appartamento però non gli ricorda nulla: “Ma lei è sicura di essere mia moglie? Non è che per caso appartiene a un gruppo di vedove che vanno negli ospedali per portarsi a casa degli amnesici?”. Il tono continua così, fresco, leggero e spassoso, fino a quando le prime ombre iniziano a proiettarsi sul tentativo di ricostruzione di quella che appare sempre più come una fittizia famiglia felice. Lei lo dipinge perfetto: marito ideale che riesce a resistere in un negozio di scarpe per signora per anche più di un’ora. Lui però non è convinto: qualcosa stona. Possibile che lei voglia nascondergli qualcosa? E per scoprirlo, confessa: qualcosa ricorda, lei sta mentendo, ma perché? La risposta si rivela a poco a poco: lei è incompresa, frustrata, stanca e spossata, addirittura alcolizzata, mentre il piccolo, pacato interno borghese diventa sempre più angusto e soffocante. Leggendo, le risate degli occhi si alternano alle rughe di riflessione della fronte, perché tutti ritrovano qualcosa di personale in quest’amara ma passionale analisi della vita a due. 15 giorni in ospedale possono ravvivare 15 anni di matrimonio? In quindici anni di vita insieme, cosa si riesce veramente a sapere dell’altro? Domande trite e banali forse, ma che, nella magistrale versione dell’autore francese, fa piacere riporsi… almeno una volta all’anno.

domenica 14 febbraio 2010

Sfogliando... Giorni Felici, di L. Graff

A gennaio, ho letto "Le Donne", l'ultimo libro di Boyle sulla vita di Frank L. Wright, un architetto che ho sempre amato e di cui ho già potuto ammirare il quartiere di Oak Park a Chicago, il Guggenheim Museum di NY, la celeberrima casa sulla cascata. Boyle riesce a dipingere la psicologia dei personaggi in modo impeccabile, cosicché le oltre 400 pagine scorrono piuttosto velocemente. Subito dopo ho cmq sentito il bisogno di concedermi un testo leggero, leggerissimo, in tutti i sensi - "giorni felici" di Laurent Graff. L'autore francese, come indica il sottotitolo, celebra un "ironico e poetico inno alla vita"... che si legge in poche ore e si dimentica in fretta.
C'è però un paragrafo che voglio segnalare:
"Mi sono sempre piaciute le panchine. Sono l'immagine di un distacco, il luogo di una presa di distanza, di una tranquilla emarginazione sull'orlo del mondo. Rappresentano un punto di osservazione privilegiato, un rifugio pronto, uno slargo a lato del sentiero per coloro che sanno fermarsi. (...) Un uomo su una panchina non appartiene più alla realtà, o se ne distacca. Quel semplice scarto gli conferisce lo status di poeta e gli offre una visione allargata."
E ora torno ad ammirare la splendida mela di will eisner...


"Le donne" - T.C. Boyle, Ed. Feltrinelli, collana "I narratori"
"giorni felici" - L. Graff, Salani editore
"New York" - Will Eisner, Einaudi Stile libero Extra